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Cadavere trascinato nel parco di Villetta Di Negro: ragazza dà l’allarme, fermato un uomo

La vittima è un 49enne senza fissa dimora. Si chiamava Pietro Alberto Paolo Signor ed era nato a Milano. I carabinieri stanno ricostruendo la lite ripresa dalle telecamere del museo Chiossone pochi minuti prima dell’omicidio

Un corpo trascinato nel parco, mani e piedi legati, e una ragazza che vede la scena e chiama aiuto. È iniziata così, questa mattina, l’indagine sull’omicidio avvenuto a Villetta Di Negro, nell’area verde storica che ospita il museo Chiossone, nel cuore di Genova. L’allarme è scattato poco prima delle 10, quando la testimone ha notato un uomo spostare il cadavere e ha subito segnalato quanto stava accadendo. Immediatamente sul posto sono arrivati i carabinieri col Nucleo Radiomobile e con le Api, aliquote di pronto intervento che vengono messe in campo per le questioni più gravi.

I carabinieri sono arrivati rapidamente sul posto e hanno fermato il presunto aggressore, un senegalese di 41 anni, Cisse Camara, anche lui senza fissa dimora. La vittima è un uomo di 49 anni, italiano, da tempo presente in città e senza una sistemazione stabile. Al momento gli investigatori stanno cercando di ricostruire i rapporti tra i due e le ragioni della lite che avrebbe preceduto il delitto.

Un elemento importante per l’inchiesta potrebbe arrivare dalle telecamere del museo Chiossone. Secondo le prime informazioni, il sistema di videosorveglianza avrebbe ripreso alcuni momenti dello scontro avvenuto nel parco poco prima che la ragazza si accorgesse del corpo. Le immagini saranno analizzate per definire tempi, movimenti e dinamica dell’aggressione.

L’area è stata delimitata per permettere i rilievi e gli accertamenti tecnici. Sul posto hanno lavorato i carabinieri, mentre la salma è stata messa a disposizione dell’autorità giudiziaria per gli esami medico-legali. Il fermato sarà ascoltato nelle prossime ore per chiarire la sua posizione e fornire una prima versione dei fatti.

Il delitto ha scosso una zona molto frequentata del centro, tra percorsi pedonali, visitatori del museo e persone che attraversano abitualmente il parco. A rendere possibile il rapido intervento dei carabinieri è stata la segnalazione della giovane testimone, che ha visto una scena anomala e ha immediatamente dato l’allarme.


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